Terapie individuali, di coppia e consulenze psicologiche

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Disturbi Sessuali

Disturbi Sessuali

Le disfunzioni sessuali maschili sono:

  • eiaculazione precoce
  • eiaculazione ritardata
  • impotenza

L'eiaculazione precoce e la più comune delle disfunzioni sessuali. La precocità è una condizione per cui l'uomo è incapace di esercitare un controllo volontario sul suo riflesso eiaculatorio. Nell 'eiaculazione ritardata, l'uomo non sarà in grado di eiaculare nonostante l'urgente desiderio della scarica orgasmica, nell'impotenza, l'uomo impotente non riesce ad ottenere un'erezione del pene.

Le disfunzioni sessuali femminili sono:

  • disfunzione sessuale femminile
  • disfunzione orgasmica
  • vaginismo

 

Nella disfunzione sessuale femminile c'è una carenza di sensazioni erotiche, la vagina non si lubrifica, nella disfunzione orgasmica, le donne hanno abbondante lubrificazione ma la difficoltà è nel raggiungere l'orgasmo, per quanto riguarda il vaginismo la vagina si serra quando il pene prova ad entrare.

Dipendenza

Dipendenza

Per dipendenza s'intende un'alterazione del comportamento che da semplice comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi, sostanze, ecc... La persona dipendente perde ogni possibilità di controllo sull'abitudine. Si può dipendere da una sostanza ad esempio dal fumo, da un'attività, ad esempio quando una persona lavora dal mattino alla sera senza tregua, per guadagnare di più, perché il lavoro gli piace, per avere una qualifica migliore. Si può essere dipendenti da una persona, esempio il proprio compagno o compagna. Si può essere dipendenti dagli amici, tanto da stare male quando se  per uno o due giorni non si ha la possibilità di incontrarli. Allora li si chiama per telefono e si chiacchiera con loro per tanto tempo. Viene a mancare la nostra libertà, perché diventiamo giorno per giorno sempre più schiavi della nostra dipendenza. Ad esempio con l'alcool il percorso parte con l'obiettivo di condurre il paziente ad un'adeguata coscienza del problema. Il bevitore attraverso l'uso della sostanza, trasforma sensibilmente la propria realtà interna, la percezione di quell'esterna e il suo corpo

Disturbi Alimentari

Disturbi Alimentari

Ci sono due tipi di alimentazione incontrollata (Binge eating):

  •     La bulimia nervosa (BN) è caratterizzata da preoccupazioni per la magrezza e dalla presenza di abbuffate seguite da inappropriati comportamenti di compenso per prevenire l'aumento di peso (vomito autoindotto, rigida restrizione alimentare, abuso di lassativi e diuretici, iperattività). L'esordio della bulimia nervosa si colloca tipicamente nell'adolescenza. Persone con bulimia nervosa frequentemente presentano disturbo psichiatrico ad esempio disturbi dell'umore, ansia, abuso di sostanze, eccetera. La bulimia nervosa incide sull'andamento sociale è spesso risulta associata a serie conseguenze fisiologiche in modo particolare per coloro che vomitano o fanno uso improprio di lassativi con una certa regolarità. Potenzialmente le complicanze a lungo termine includono bassi valori di potassio, lacerazione dell'esofago, nella noce del colon da lassativi, compromissione della funzione renale, aritmie cardiache. Anche qualora non costituiscono direttamente una minaccia alla vita, le condotte bulimiche condizionano profondamente a livello organico in termini di complicanze a livello del cavo orale, i sintomi intestinali, alterazioni renali equilibrio elettrolitico, anomalie cardiovascolari ripercussioni negative al sistema endocrino.

 

  • (BED) Episodi di abbuffate, si ingerisce cibo fino alla sensazione di malessere fisico. Anoressia nervosa: impoverisce la qualità della vita e comporta una grande sofferenza sia per la persona anoressica che per la sua famiglia. Non è una malattia incurabile. Dalla polizia si può guarire solo se l'anoressica/o riconoscere di essere malato e accetta le cure adeguate. La guarigione è favorita inoltre dall'atteggiamento della famiglia nei confronti del malato.

Depressione

Depressione

La depressione si trova frequentemente associato ad altri disturbi, sia mentali che somatici. Nella maggior parte della storia clinica del paziente, i sintomi depressivi sono comparsi dopo quelle di altre patologie. Ad esempio un'ansia, in comorbidità con i sintomi depressivi. Prendiamo una persona che soffre di attacchi di panico con agorafobia o nel tempo abbia aumentato gli evitamenti, rimanendo sempre e solo a casa, è comprensibile che questa persona sviluppi sintomi depressivi. A loro volta i sintomi depressivi interagiscono con quelli dell'ansia e si formerà un circolo vizioso, in cui i due disturbi tenderanno a mantenersi o a cronicizzarsi. Oppure può essere alla base di patologie croniche, diabete, cardiopatie, l'HIV, l'invalidità corporea. Gli studi di esito mostrano l'utilità di poter combinare la farmacoterapia con i trattamenti psicoterapici, la cui efficacia è provata. Ad esempio il lavoro terapeutico aumenta l'accelerazione della prescrizione farmacologica, rendendo il paziente più collaborativo e attivo nel processo di cura, perché è più informato anche sugli effetti collaterali che può imparare a tollerare di più. In secondo luogo perché trattamenti diversi si sono dimostrati in grado di agire su aspetti diversi del disturbo. Si lavora sui pensieri automatici negativi verso se stessi, il mondo e le aspettative del futuro

Disturbi dell'età evolutiva

Disturbi dell'età evolutiva

La psicopatologia dello sviluppo dovrebbe cercare di descrivere processi che a partire da diversi fattori di rischio, in interazione con i diversi fattori protettivi, portano a un esito di buon funzionamento sociale o disfunzionamento sociale.

  • ansia da separazione: viene diagnosticata quando è presente nel bambino un'ansia eccessiva. Ad esempio preoccupazioni irrealistiche, paura di incidenti, smarrimenti, ricoveri, paura di rimanere solo.
  • fobia scolare: dolori addominali, vomito mattutino
  • depressione: scarsa autostima isolamento, rifiuto rabbioso che portano magari a disturbi della condotta, disturbi dell'apprendimento, lutti precoci (es. la morte di un genitore)
  • disturbi psicosomatici: coliche addominali ricorrenti, vomito, alcune forme di cefalea
  • disturbi alimentari: anoressia nervosa infantile, obesità infantile
  • disturbi del linguaggio e apprendimento
  • disturbi della condotta (condotta aggressiva).